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Lo stile di Coez ha conquistato pubblico e critica, unendone i consensi e decretandolo come uno dei più originali esponenti di un moderno cantautorato che sa evocare un immaginario di grande forza.
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NOTIZIE
Il concerto di Roma è un indizio: Coez è pronto per gli stadi
30 maggio 2019
Tasto rewind. Roma, Palalottomatica, febbraio 2018: Coez celebra l’anno glorioso dominato dal suo Faccio un casino con due date sold out da strappare il cuore dalla felicità. Breve fast forward: Rock in Roma, 32mila persone all’aperto, numeri da far girare la testa. Avanti veloce ad oggi: la storia si ripete. Le date di Coez al Palalottomatica per il suo È sempre bello in tour sono tre, il pubblico è sempre compattissimo e caldissimo, la sostanza cambia di poco: era stato deliziosamente emozionante allora, lo è anche il secondo dei tre concerti con cui Coez sta felicemente cementando il successo del nuovo album. Seguirne il percorso è avere la certezza che ci sarà una canzone in grado di caricarti, una per farti piangere, una da cantare finché la gola non ti si infiamma pericolosamente. Inni che sembrano appositamente costruiti per il pubblico infiammato del Palalottomatica, che non smette per un minuto di cantare pezzi vecchi e nuovi sapientemente mescolati nella scaletta.

I decibel sono oltre ogni livello di guardia e forse impastano un po’ i suoni, ma la resa scenografica dei pezzi è davvero stupenda: un palco gigante ma minimal, quasi da stadio, con ledwall su cui vengono proiettate immagini del concerto e lettering dei testi delle canzoni di Coez. Sulla pedana semicircolare alta almeno tre metri sono posizionati il tastierista Valerio, il programmer Banana Whitetrash e il batterista Passerotto al quale va una menzione speciale per la presenza e l’energia. Gaspare alla chitarra e Orange al basso sono nella zona frontale del palco e abbracciano Coez, giustamente centrale. La presenza consapevole del rapper cantautore (figura per la quale bisognerà trovare presto una crasi più esemplificativa) è di una carica allenata che non sente affatto la data della sera precedente, o qualsivoglia pressione. In questo anno e mezzo Coez è cresciuto mentalmente, è sciolto nonostante l’emozione. “Madonna che belli che siete. Ogni tanto mi tolgo le cuffie per sentirvi, siete meglio di noi” sorride Coez per ringraziare dopo Domenica, il nuovo singolo, e presentare la band, che poco prima di La tua canzone definirà “mostri dal cuore tenero” per ringraziarli.

Non sono gli unici ringraziamenti della serata, a dire la verità. Coez sul palco rivela di sé tutto quello che ha il cuore di mettere in pubblico. Dà spazio alla vita privata (sua madre, naturalmente, magnificata in E yo mamma e presente al palazzetto) e per quella professionale di colleghi e musicisti. “Questa canzone è quella che mi staccato dal rap. E devo ringraziare una persona, Riccardo Sinigallia, che mi ha dato una mano” annuncia per dare il via ad Ali sporche, dove si concede al pubblico delle prime file che lo abbranca quasi strappandogli la maglietta, con gli urli in surround in tutto il Palalottomatica. È l’attimo che precede il video dedicato ad Open Arms, nel quale Coez spiega perché abbia deciso di schierarsi a favore della ONG Open Arms, impegnata a salvare vite umane nel Mediterraneo. Un personaggio pubblico come Coez che durante un concerto sceglie di esprimere il proprio pensiero per “non far scivolare le cose verso il baratro, provare a fare nel piccolo qualcosa di grande” è davvero un punto di forza e merita un plauso collettivo.

Ma il ringraziamento più forte, oltre alle persone, va ai concetti che animano le due ore di live. La grandezza accogliente della sua Mamma Roma, luogo d’elezione cui Coez regala una delle versioni più emozionanti di Le luci della città grazie a visual panoramici sul reticolato ingarbugliato della Capitale. Una dedica d’amore devoto e fortissimo, che culmina con l’abbraccio alla costa di È sempre bello, quel mare che bagna Roma da lontano e che in una primavera così incerta viene complicato raggiungere. È una meritata apoteosi prima dei saluti finali con La strada è mia, mentre l’arteria che fa sfogare Roma verso il mare è punteggiata dalle luci di fari e semafori incessanti. Poco importa che la bella stagione sia ancora lontana dall’esprimersi, grazie a Coez al mare ci arriviamo lo stesso. Scordandoci felicemente l’ombrello.

Scaletta Coez Roma 2019, le canzoni del concerto del 29 maggio
Mal di gola
Gratis
Faccio un casino
Catene
Vai con Dio
Forever alone
Medley: Siamo morti insieme/Domenica
Niente che non va
E yo mama
Ninna nanna
Fuori di me
Ciao
La tua canzone
Lontana da me
Jet
Ali sporche
Mamma Roma
Vorrei portarti via
Le parole più grandi
Le luci della città
Medley: Occhiali scuri/E invece no
Aeroplani
La musica non c’è
È sempre bello
La strada è mia
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